Giovedì 8 Febbraio 2001

Dopo la richiesta di chiusura di 22 banchi non in regola con le norme sanitarie, i diretti interessati contestano i metodi dell’ispezione Gli operatori del mercato insorgono contro la Asl


GLI OPERATORI del mercato di piazza Vittorio contro la Asl-RmA. Dopo che quest'ultima ha richiesto la chiusura di 22 banchi, non in regola con le norme sanitarie, sono scoppiate le polemiche. Tutti gli operatori, infatti, difendono il loro lavoro, a dispetto di quanto rilevato dagli ispettori dell'azienda sanitaria. «Non ci è stato notificato nulla - ha commentato ieri Giuseppe Ferretti, macellaio - I controlli sono stati effettuati in maniera superficiale: gli ispettori sono venuti prima di Natale e poi non si sono più visti. Noi siamo in regola e non capiamo perché ci sia questo accanimento nei nostri confronti». «E' vero, il mio banco è pulito - aggiungeva un alimentarista storico della piazza - La maggioranza di noi rispetta le leggi e per questo dovremmo essere rispettati». Ma dalla parte della Asl si sono subito schierati gli stessi comitati di quartiere, che da anni chiedono la chiusura del mercato di piazza Vittorio e il trasferimento dei 270 banchi nella vicina caserma Pepe. Anche la presidente della I circoscrizione, Giulia Pasquazi, non ha dubbi: «Le irregolarità ci sono tutte e quei banchi vanno chiusi». «Io al mercato non ci vado più da tempo, perché non è sicuro - racconta la presidente dell'associazione di via Merulana, Luciana Gasparini - Una volta ho visto un topo che camminava tra i banchi e da allora preferisco andare da altre parti. Credo che in un altro paese, più civile del nostro, questo mercato non potrebbe esistere». Gli italiani, quei pochi che ancora vivono all'Esquilino, in effetti, cercano di andare a comprare altrove la frutta, la carne e il pesce. Ormai, tra gli abituali clienti dei banchi, ci sono quasi esclusivamente extracomunitari.
«Non c'è da stupirsi. Neanche un banco, tra tutti quelli presenti, rispetta le norme sanitarie - sottolinea Nicola Tripodi, presidente dell'associazione dei rioni Monti ed Esquilino - Sono anni che diciamo che le condizioni igieniche del mercato sono pessime. A parte il problema della pulizia, i pescivendoli, ad esempio, scongelano sempre il pesce.
Non si potrebbe fare, ma alle quattro di mattina, ho visto con i miei occhi il pesce scongelato che viene poi venduto come fresco». E' un vero e proprio atto di accusa, quello dei residenti dell'Esquilino, che da anni lottano contro il degrado del loro quartiere. Da circa dieci giorni, le principali associazioni di quartiere hanno allestito, su piazza Vittorio, uno stand informativo. Oltre ad aver organizzato dibattiti e incontri, tutti i residenti sono stati invitati a mobilitarsi per la difesa del loro territorio. Sabato alle 10, a tal proposito, è stato organizzato un corteo, che partirà da piazza Vittorio e al quale parteciperà, oltre ai residenti, anche la candidata alla carica di vice-sindaco, Roberta Angelilli.
M. P.
Giovedì 8 Febbraio 2001

Quattro mesi con la condizionale, ovvero neanche un minuto di galera, per il nordafricano che ha malmenato un carabiniere Esquilino, il marocchino l’ha fatta franca

Ieri mattina mega-operazione di bonifica delle forze dell’ordine con decine di sequestri e di denunce

di ALFREDO VACCARELLA


QUATTRO mesi con la condizionale, nonostante un bel curriculum di tre condanne passate in giudicato per vari reati. Cioè a dire, neanche un minuto di galera per il marocchino che l'altro ieri ha resistito all'arresto e ha malmenato un maresciallo dei Carabinieri spedendolo al San Giovanni con qualche giorno di prognosi. Bronx Esquilino, il giorno dopo la tempesta: controlli a tappeto con l'amaro in bocca, questa è la giustizia italiana.
Sono trascorse 24 ore dal linciaggio rischiato dai vigili urbani: alle 12 e 50 di martedì un centinaio di nordafricani avevano circondato gli uomini del Nucleo Esquilino del colonnello Antonio Di Maggio, intenti ad arrestare il trentacinquenne Ahmed R., e forse solo l'intervento congiunto di polizia e carabinieri aveva impedito il peggio. Alle 12 e 30 di ieri la risposta delle forze dell'ordine non si fa attendere: il mercato è messo a soqquadro, i clandestini vengono bloccati e identificati, le loro mercanzie provento di furto sequestrate.
A guidare il blitz ancora una volta Di Maggio e il dirigente del Commissariato Esquilino, Antonio Franco. La piazza viene bloccata, via Ricasoli, via Mamiani, via Conte Verde vengono percorse da agenti in divisa e in borghese che fermano le persone sospette chiedendo i documenti. Il bilancio finale dell'operazione parla di 59 cittadini extracomunitari sprovvisti di documenti, dunque fermati e condotti in Questura per l'identificazione; 28 sequestri amministrativi, un sequestro penale ad un senegalese trovato in possesso di 200 cd contraffatti e denunciato a piede libero, 29 sanzioni amministrative e 290 milioni di multe elevate. Non solo, anche il fermo per controlli di un italiano trovato con 80 milioni di lire in contanti in tasca ed un camion carico di merci cinesi: a suo dire la somma sarebbe il resto dell'acquisto, la polizia invece vuole approfondire la faccenda visti i precedenti per droga del personaggio.
Tutto questo davanti agli sguardi attoniti della gente di piazza Vittorio. Qualcuno sospira "era ora, bisogna fare pulizia", altri invece lamentano il fatto che i "cattivi" - spacciatori, delinquenti, algerini dal coltello facile - subodorando l'intervento per tutta la mattinata non si sono fatti vedere. Intanto però qualche risultato come si è visto è arrivato lo stesso. Ma sono risultati di polizia, destinati a durare lo spazio di 24 ore; e questo non certo per colpa degli operatori, che il loro mestiere lo fanno.
Il fatto che il marocchino Ahmed non sia stato incontrato di nuovo per la strada con un sorriso compiaciuto disegnato in faccia pare solo una casualità. Neanche i calci ai vigili, le botte ad un maresciallo della Compagnia Carabinieri di Piazza Dante, neanche il fatto di essere un pluripregiudicato è servito a tenerlo dentro per mezzo minuto. Ieri mattina il processo per direttissima ne ha visto la condanna a 4 mesi di carcere. Con la condizionale però, dal momento che i tanti precedenti non erano "specifici": traducendo dal linguaggio delle aule di giustizia, non aveva mai dato altri schiaffi a pubblici ufficiali in passato. Dunque non c'era bisogno di rinchiuderlo.