Il disagio
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Il parcheggio selvaggio è sicuramente una piaga comune a molte altre pcamion2.jpg (36004 byte)arti della città, ma nel nostro rione assume un'importanza particolare perché le autovetture e gli autocarri in sosta spesso in doppia o terza fila rallentano il flusso veicolare determinando in alcune vie code interminabili che si protraggono fino a tarda ora. I residenti  al ritorno dal lavoro sono spesso costretti ad estenuanti attese per riuscire a trovare un posto per l'auto. Tutto ciò contribuisce  ad abbassare la qualità della vita per chi abita nel rione. L'aria è spesso irrespirabile per le sostanze nocive sprigionate dagli scappamenti dei mezzi costretti a rimanere a lungo fermi con il motore acceso. A questo si aggiunge l'altissimo tasso presente  nell'aria di ferro  ed altri metalli pesanti dovuto principalmente alla presenza degli obfurg_cin.jpg (63463 byte)soleti treninitraf_sel.jpg (88619 byte) della linea Laziali - Pantano che passa per Via Giolitti . Fino ad oggi nessuna centralina per il controllo delle sostanze nocive è stata mai collocata nelle vicinanze delle strade più trafficate; forse qualcuno ha  paura che si vengano a scoprire dei valori costantemente al di sopra dei minimi consentiti.!

 

 

Da non dimenticare che la zona è interessata anche al nuovo tipo di inquinamento: quello antenna.jpg (64139 byte) elettromagnetico. Infatti nelle vicinanze della chiesa di S.Bibiana fin dal 1990 è stato costruito sopra un edificio  pubblico  il più grande ponte radio adibito alle trasmissione del segnale per i telefoni cellulari del centro di Roma. Nel 1998 sono state emanate delle normative più severe che regolano la portata delle onde elettromagnetiche. Ci si chiede se l' impianto è stato adeguato a queste normative perché, se così non fosse, ai residenti sarebbe servito un micidiale cocktail di inquinamento difficilmente riscontrabile in altre zone della città e con degli effetti devastanti per  la salute pubblica.

 

Da troppi anni variazioni estemporanee alle direzioni viarie  hanno peggiorato sempre più l'andamento del traffico sia privato che pubblico.Corsie preferenziali prima costruite e poi abbandonate per evidenti impossibilità da parte dei mtraffic2.jpg (50972 byte)ezzi pubblici di utilizzarle (per esempio in Via Principe Umberto), jumbo bus che non riescono   a circolare sulla corsia sopraelevata in Via di Porta Maggiore costata miliardi nel 1998. Tutto questo è un chiaro sintomo della mancanza di programmazione e della totale assenza di studi seri sui flussi veicolari .

 

Come se tutto questo non bastasse, una "allegra" politica commerciale ha fatto sì che la zona si riempisse di depositi di merci in maggioranza cinesi, che riempiono le strade del rione di camion e di tir dall'alba al tramonto e anche di notte con conseguenze per il traffico che è  facile immaginare.  Giorno dopo giorno le attività commerciali tradizionali chiudono i battenti a favore di esercizi che smerciano in tutta Italia e in Europa generi di abbigliamento di bassa qualità. La desertificazione commerciale avanza a vista d'occhio: chiudono i panifici, le macellerie, le cartolerie, le mercerie e i residenti, che pure sono equiparati al centro  storico nelle tasse, guardano con sgomento questo stravolgimento del quartiere senza riuscire a spiegarsi le ragioni di questa dissennata "politica" commerciale. Le foto pubblicate sono solo un piccolo esempio , certamente non esaustivo, della realtà quotidiana del rione che deve fare i conti con oltre 400 esercizi che  ostentano insegne  incomprensibili (in cinese) e che disattendono spesso le regole in materia di previdenza e  fisco come le cronache dei mass media evidenziano puntualmente. Di questa situazione, il Comune l'unica cosa che è riuscito ad ottenere è l'abolizione delle lanterne rosse all'esterno dei locali. 

china1.jpg (50249 byte) china2.jpg (50767 byte) china4.jpg (51884 byte) china5.jpg (48212 byte) china7.jpg (47653 byte) china9.jpg (50497 byte)

Realtà e ipotesi di espansione cinese nel Rione. Mappa in vendita nei magazzini cinesi

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nmercato2.jpg (64284 byte)Il nuovo mercato coperto nato dai lavori di restauro e riedificazione della ex caserma Pepe è ormai ultimato da mesi. Mancano solo i banchi e i necessari allacci ai vari servizi (corrente elettrica, acqua, telefono) per poter inizianmercato1.jpg (63069 byte)re fin da ora il trasferimento del mercato di Piazza Vittorio in questa nuova sede. Forse l'unica cosa che manca è la volontà politica delle varie componenti (Comune, CO.RI.ME, alcuni commercianti) per poter iniziare seriamente il trasferimento. Il pericolo è che, come si può notare dalla fotografia, il nuovo edificio diventi un deposito di immondizie e ricovero per mondezza3.jpg (75480 byte) sbandati ancor prima di essere inaugurato e che le strutture, tra le più avanzate d'Europa in tema di mercati coperti, vengano danneggiate in modo tale da rendere necessari altri interventi prima dell'apertura. Tutto ciò è sinceramente assurdo tenendo conto della situazione igienica precaria (del tutto al di fuori di qualsiasi norma ) in cui versa l'attuale mercato di Piazza Vittorio.  

 

Un'altra piaga del rione è senza alcun dubbio il commercio abusivo che prolifera a piazza Vitbanc1.jpg (65441 byte)torio e nelle zone adiacenti. Oltre ad essere motivo di ulteriore degrado per gli evidenti danni che arreca all'arredo urbano ed alla circolazione tale commercio  è deleterio per la sicurezza pubblica essendo le merci vendute spesso di dubbia provenienza banc2.jpg (65103 byte)se non addirittura di origine furtiva.  I commercianti regolari sono costretti a subire la concorrenza sleale di chi esercita la professione senza regole e la scarsa sorveglianza delle Autorità  li induce a cedere alle lusinghe di cedere le loro attività alla crescente domanda delle potenti organizzazioni cinesi. Ci si domanda perchè tale fenomeno è stato quasi debellato in strade come Via Condotti o Via Frattina, autentici santuari dello shopping romano,   grazbanc4.jpg (65158 byte)ie alla collaborazione tra le associazioni dei commercianti e le autorità comunali, mentre a Piazza Vittorio si è ben lungi dalla risoluzione del problema. Solo il trasferimento del mercato nella nuova sede  di Via Turati ed un'oculata politica del Comune per il recupero e la conservazione della piazza e del giardino potrà risolvere questo notevole problema.

 

tranvia1.jpg (95328 byte)Da non trascurare il problema della manutenzione delle strade e dei marciapiedi. L'intenso traffico e la sosta selvaggia determinano crepe, buche e avvallamenti nell'asfalto che mettono a repentaglio l'incolumità di pedoni, ciclisti e mototranvia2.jpg (81955 byte)ciclisti. In altre parti di questo sito ("il Forum") ci sono testimonianze di incidenti e di difficoltà da parte di persone anziane e non causati dall'incuria dell'Autorità competenti a risolvere questo problema. Le fotografie testimoniano lo stato del manto stradale attiguo alle rotaie della ferrovia Laziali Pantano. Il peso delle vetture e le vibrazioni determinano i risultati visibili, ma i monumenti e i palazzi nelle vicinanze soffrono dei medesimi mali.

pvittoriomerc1.jpg (86563 byte)Se fino ad oggi abbiamo evitato di parlare di Piazza Vittorio e mostrarne le immagini  era perché  convinti che il mercato si sarebbe trasferito in tempi brevi nei nuovi locali della ex caserma Sani in Via Turati. Ma a maggio 2001 la situazione è ancora questa : le fotografie non rendano appieno la realtà di questa Piazza e nonostante i blitz notturni delle forze dell'ordine per rimuovere alcuni banchi nessuno sa quando finalmente il mercato verrà definitivamente trasferito. La sporcizia, i rifiuti e il disordine regnano sovrani e neanche la pur meritoria ma insufficiente opera deglipvttoriomerc2.jpg (94157 byte) operatori dell'AMA restituisce questa piazza ai residenti. E' del tutto inutile rimarcare che si sta al di fuori di ogni norma igienica e di qualsiasi disposizione comunale o comunitaria, basta fare quattro passi nei pressi di Piazza Vittorio prima, durante e dopo il mercato per rendersi conto della situazione.  Fino a quando dovremo vedere questi spettacoli pur essendo terminata da quasi due anni la nuova e avveniristica struttura del mercato coperto ?

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de profundis per una piazza

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sosta selvaggia e nostro ingorgo quotidiano

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e lo chiamano alimentari

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portici e ustioni

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Portici

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Chiusure e rapide aperture