PIAZZA VITTORIO
«Accordo con i cinesi, via i
depositi dall’Esquilino»
I magazzini fuori dal Gra, il mercato
traslocherà entro marzo. Dalla Regione stanziamenti miliardari
di FABRIZIO VENTURINI
La concorrenza è l’anima del commercio anche tra assessori al Commercio. Per
il risanamento, il recupero, il rilancio ambientale, commerciale e
architettonico dell’Esquilino, Comune e Regione hanno infatti innestato
entrambi la quarta. Ieri, l’assessore comunale Cioffarelli ed il City
manager Barrera hanno spiegato a via dei Cerchi iniziative immediate. A via
Cristoforo Colombo, invece, una proposta di legge regionale sull’Esquilino
firmata dall’assessore al Commercio Francesco Saponaro è stata portata ai
colleghi e la prossima settimana verrà ufficializzata.
Cioffarelli ha spiegato una sua ordinanza che per motivi igienico-sanitari
obbligherà i venditori di piazza Vittorio a trasferirsi entro il 15 marzo nell’ex
Caserma Pepe di via Turati dove sorgerà un centro polivalente. Preceduto da
raffiche di multe agli operatori del mercato per violazioni di norme
igienico-sanitarie, l’incontro stampa è servito all’assessore per spiegare
che la «maggioranza dei banchi andrà nella ex caserma Pepe e gli altri (prima
che finiscano i lavori nell’ex caserma Sani) saranno spostati provvisoriamente
in una piattaforma allestita in una area vicina dell'Acea». I box degli
alimentari andranno nella caserma Pepe e quelli di merci varie nell’area dell’Acea.
Quanto ai non iscritti alla cooperativa dei 187 venditori (la Corime presieduta
dal macellaio Giancarlo Pompeo) che hanno pagato il trasferimento (progetti,
box, allacci, frigo), l’assessore ha aggiunto: «Con un’altra ordinanza
andranno in mercati vicini come quello di via Baccina. In piazza rimarranno solo
fiorai». Sono 40 i venditori non associati e la soluzione via Baccina l’hanno
proposta loro.
Una volta spostato il mercato, la piazza avrà restauri da 400 milioni al
giardino, ai marciapiedi, alla pista ciclabile. «Così la piazza tornrà ai
romani e intorno miglioreranno la qualità della vita, la sicurezza e il
traffico».
Le copie della Legge regionale proposta dall’assessore Saponaro annunciano
invece stanziamenti miliardari da mettere a disposizione di imprese singole e di
imprese associate (anche se solo per proporre progetti mirati sul quartiere) per
eliminare il degrado socio-ambientale, difendere le tradizioni del tessuto
socio-economico del quartiere e valorizzarne il contesto urbano con interventi
migliorativi della qualità urbanistica e ambientale degli spazi pubblici, della
qualità architettonica (sia esterna che interna degli esercizi commerciali) e
delle condizioni di accessibilità. Obiettivi: aumentare gli spazi di sosta, l’illuminazione
pubblica, l’igiene ed eliminare barriere architettoniche, integrare funzioni
ed attività di animazione, arricchire le attrattive della zona, sviluppare e
rivitalizzarne gli assetti distributivi e singole attività, cioè linee,
fronti, settori di un vero e proprio centro commerciale naturale.
Pertanto, un prossimo bando prevederà la risistemazione della piazza, del
mercato e il recupero della seconda caserma (Sani) se il trasferimento dei
banchi sarà inizialmente parziale (come ha annunciato ieri il Comune), ma senza
un solo millimetro in più di superfici distributive...
Affiora, così, una sorta di concorrenza politica tra il Comune e la Regione per
risolvere i problemi dell’Esquilino, quando forse una collaborazione sarebbe
stata più logica ed efficace. Dal canto suo, Barrera ha detto di aver avviato a
soluzione con rappresentanti della comunità cinese il pesante problema della
concentrazione di magazzini all’ingrosso (di società cinesi) nella zona. «Con
il bastone e la carota - ha precisato con una rozzezza insolita per un
gentiluomo progressista qual è - abbiamo convinto i nostri interlocutori a
costituire un gruppo di lavoro che in due mesi indicherà aree fuori dal Gra ove
spostare i loro commerci all’ingrosso» (Commercity sulla Portuense?).
Presentata come «soluzione rispettosa dei diritti di tutti», l’intesa
dovrebbe favorire il ritorno all’Esquilino di negozi e botteghe da tempo
sostituiti da aziende cinesi.
Barrera ha voluto comunque precisare che «non ci sono discriminazioni contro i
diritti di altre etnie» e che «seguiteranno i controlli dei vigili nella zona.
Dal novembre 1999 al dicembre 2000 hanno verbalizzato 8.788 violazioni al codice
della strada». Riciclaggio, prostituzione, falsificazioni, usura, spaccio?
«Non sono questioni di diretta competenza comunale» hanno risposto Cioffarelli
e Barrera.