Sabato 10 Febbraio 2001
Inchiesta
Esquilino, dove la sicurezza
è diventata una chimera
«La politica promette, noi aspettiamo i fatti»

di CARLO ROMANO

Uno spicchio di campagna elettorale si gioca qui, all’Esquilino, simbolo dei problemi che affliggono Roma ed epicentro di una sfida politica che si annuncia al calor bianco. L’ordine pubblico, il rapporto con i tanti cinesi ed extracomunitari, il vigile di quartiere, lo spostamento del mercato di piazza Vittorio e infine quanto peserà nella corsa verso la poltrona di sindaco l’influsso delle associazioni di quartiere: cinque quesiti che infiammano la vigilia elettorale, e che abbiamo girato ai presidenti delle più rappresentative associazioni del rione, impegnate a strappare, insieme con le promesse che la politica dispensa abitualmente in queste fasi, anche qualche impegno concreto per il risanamento di quello che è per centralità e vitalità uno dei cuori pulsanti della Capitale. Ecco come hanno risposto ai cinque quesiti indicati nella tabella qui a fianco.
Nicola Tripodi (Rioni Monti ed Esquilino): «La sicurezza qui non esiste. Nonostante lo sforzo delle Forze dell’ordine siamo ancora lontani dalla tranquillità».
Walter De Florio (Porta Magica): «Negli ultimi mesi c’è stato maggiore controllo, ma per contrastare il fenomeno della microcriminalità è necessario un impegno ancora maggiore e sempre più compatto».
Dina Capozio (Via Giolitti): «L’impegno c’è stato, ma ancora non basta. Siamo comunque sulla giusta strada».
Luciana Gasperini (Via Merulana): «E’ aumentata la vigilanza ma è ancora troppo palese l’illegalità»
Letizia Cicconi (Il cielo sopra l’Esquilino): «C’è ancora molto da fare ma già ad oggi siamo tutti più sicuri nel nostro quartiere».
Nicola Tripodi: «Cinesi ed extracomunitari non saranno mai una ricchezza ma solo una fonte di degrado».
Walter De Florio: «Non credo che il commercio che fanno i cinesi possa portare alcun beneficio all’Esquilino».
Dina Capozio: «La ricchezza non la porteranno mai al nostro quartiere ma solo a loro stessi».
Luciana Gasperini: «Se i cinesi portano ricchezza preferisco la povertà! E’ anche per colpa loro che l’Esquilino è considerato il Bronx della città».
Letizia Cicconi: «Per ora sono una fonte di ricchezza soltanto per chi gli affitta i locali».
Nicola Tripodi: «Se sarà organizzato efficacemente, il progetto potrà dare esiti positivi. Ben vengano iniziative pro sicurezza come questa».
Walter De Florio: «Una lodevole idea che se verrà strutturata ancor più efficacemente ci consentirà un maggiore senso di protezione».
Dina Capozio: «Decisamente favorevole. La sicurezza quotidiana e costante può solo far bene».
Luciana Gasperini: «Se ci saranno forze in campo adeguate sono favorevole, altrimenti sarà un flop».
Letizia Cicconi: «Già con il nucleo speciale di Di Maggio si sono risolti molti nei, per questo dico che il vigile di quartiere è un ottimo deterrente per la micro criminalità».
Nicola Tripodi: «Sono felice dello spostamento anche se non credo che i tempi per il trasloco verranno rispettati».
Walter de Florio: «Lo spostamento è una battaglia vinta. Finalmente sarà eliminato il fulcro di molti disagi».
Dina Capozio: «Anche se dopo trent’anni di dure lotte in primavera diremo addio a quel "bubbone" di degrado».
Luciana Gasperini: «I disagi che il mercato comporta sono indescrivibili. Spero però che nell’immediato post sgombero verrà attuato un programma di bonifica della piazza».
Letizia Cicconi: «Il trasloco del mercato è il coronamento di tante proteste passate: un segno palese della forza cittadina».
Nicola Tripodi: «L’unico impegno politico della mia associazione è portare i residenti dell’Esquilino al voto».
Walter De Florio: «Il nostro impegno non è politico ma educativo, ogni nostro aderente è libero di votare il proprio schieramento senza costrizioni».
Dina Capozio: «L’amore per il proprio quartiere non conosce bandiere o segni politici. Non credo che l’attività delle associazioni peserà più di tanto».
Luciana Gasperini: «L’associazione può in parte aiutare a scegliere il candidato da votare».
Letizia Cicconi: «Il compito delle organizzazioni di quartiere non è solo quello di urlare in piazza ma anche quello di dimostrare stima per chi si presenterà, quindi credo che noi ricopriremo un ruolo importante».
(Ha collaborato
Franco Pasqualetti)